Percorso espositivo

Sedici sezioni che lasciano “parlare” gli oggetti.

Un andamento narrativo per sezioni tematiche, accompagnate da una linea del tempo e organizzate in due nuclei: Luoghi e segni nel tempo (piano terra) e Voci, volti, testimonianze nel tempo (primo piano). I testi sono in albanese e inglese, con strumenti multimediali, video e audio.

Una lunga sala del Museo con vetrine
Un ostensorio dorato

16seksione tematike
sezioni tematiche

Cosa custodisce la collezione, con le parole del Museo

Opere d’arte/Oggetti sacri/Oggetti d’uso e di devozione personale/Frammenti e documenti/Testimonianze

Il percorso

Le sedici sezioni

Nell’ordine in cui le incontrate. I nomi sono quelli scritti sulle pareti.

Kati përdhes · Piano terra

Vende dhe shenja në kohë

Luoghi e segni nel tempo

I

Rrënjët e lashta

Kujtime të së kaluarës

Radici antiche · Memorie del passato

Gli oggetti più antichi del Museo: una moneta romana dell’epoca di Costantino, una riproduzione della Tabula Theodosiana e pietre scolpite dai monasteri dei secoli XII e XIII.

II

Kishat e djeshme

Kujtime të vendeve

Le chiese di ieri · Memorie dei luoghi

Le chiese che non esistono più, o che furono trasformate sotto il dominio ottomano e il regime comunista: fotografie storiche, frammenti di pietra e una grande mappa della diocesi.

III

Uji

Zë i vendeve dhe simbole

L’acqua · Voce dei luoghi e simboli

L’acqua come segno del Battesimo. La sezione presenta il Codex Paulus Angelus del 1462, la cui formula battesimale è una delle prime testimonianze scritte dell’albanese.

IV

Fragmente

Shenja të një bukurie të plagosur

Frammenti · Segni di una bellezza ferita

Frammenti di sculture lignee ferite dalle persecuzioni. Tra questi la croce di legno da cui nacque la collezione nel 1994, salvata dal fuoco.

La statua lignea di San Rocco sotto il titolo della sezione V

V

Skulpturat

Fshehje: shenja të një bukurie të ruajtur

Sculture · Nascondimento: segni di una bellezza custodita

La statua lignea di San Rocco, murata da una famiglia di Juban nella parete di casa per salvarla dal regime, e il mezzobusto di San Nicola.

L’ingresso a volta della sezione VI, Nascondimento e devozione

VI

Fshehja dhe devocioni

Shenja të një besimi të thjeshtë dhe të fortë

Nascondimento e devozione · Segni di una fede semplice e forte

Alla base del campanile della Cattedrale: immagini di santi, croci e vasi sacri che i fedeli nascosero nei muri e nelle cantine. In alto, la campana di San Rocco.

VII

Veprimtaria e Kishës

Shenja të një uniteti të pandërprerë asnjëherë

L’attività della Chiesa · Segni di un’unità mai interrotta

Calici, ostensori (il più antico del XVII secolo), messali e riviste cattoliche: testimoni della liturgia, delle scuole e delle tipografie della Chiesa.

Antiche campane in una sala in pietra

VIII

Kambanat

Zëra që thërrasin popullin

Le campane · Voci che chiamano un popolo

Sulla scala verso il primo piano: le campanelle da messa e, nel campanile, le grandi campane che chiamano apertamente il popolo.

Kati i parë · Primo piano

Zëra, fytyra, dëshmi në kohë

Voci, volti, testimonianze nel tempo

La parete della sezione IX con icone e dipinti della Madonna del Buon Consiglio

IX

Zoja jonë e Shkodrës

Zoja e Këshillit të Mirë

Nostra Signora di Scutari · Madonna del Buon Consiglio

Patrona di Scutari e dell’Albania, festeggiata il 26 aprile: la leggenda dell’icona partita da Scutari per Genazzano nel 1467 e il suo culto in dipinti, immagini e canti.

Il dipinto di Kolë Idromeno con la leggenda dell’icona, accanto allo schermo con il video di Adrian Paci

X

Pelegrinazhi

Pellegrinaggio

L’opera video PilgrIMAGE (2005) dell’artista scutarino Adrian Paci, uno dei capolavori del Museo, e il dipinto di Kolë Idromeno con la leggenda dell’icona.

La parete della sezione XI, Testimonianze, con un crocifisso

XI

Dëshmitë

Besimi i një populli në besimin e secilit

Testimonianze · La fede di un popolo nella fede di ciascuno

La fede vissuta di nascosto sotto la dittatura: la Messa di notte nelle case, tazzine da caffè al posto dei calici e la testimonianza di Ernest Simoni.

XII

Personalitetet

Shekulli XX

Personalità · XX secolo

Otto figure del Novecento, tra cui P. Gjergj Fishta, Luigj Gurakuqi, Dom Ndre Mjeda e il cardinale Mikel Koliqi.

XIII

Kryqi i Dukagjinit

Pult

La croce di Dukagjin · Pult

La grande croce di legno che il villaggio di Plan innalzò nel 1940 per i caduti della battaglia del 1915, con i loro nomi incisi. Il regime la abbatté.

La parete ad arco con i ritratti dei martiri

XIV

Martirët

Shenja të një njësie që asnjëherë s’është ndërprerë

I martiri · Segni di un’unità mai interrotta

Ritratti, lettere e oggetti personali dei 38 martiri del comunismo, beatificati a Scutari il 5 novembre 2016.

Un pannello con foto della Chiesa di oggi

XV

Një kishë që lulëzon

Una Chiesa che fiorisce

La rinascita: la prima Messa pubblica nel cimitero di Rrmaj il 4 novembre 1990, la ripresa della Cattedrale il 7 marzo 1991 e la visita di Papa Giovanni Paolo II il 25 aprile 1993.

La striscia del titolo della sezione XVI, Oggi

XVI

Sot

Shenja të një tradite të pandërprerë asnjëherë

Oggi · Segni di una tradizione mai interrotta

L’itinerario si chiude con la festa odierna della Madonna del Buon Consiglio: «La tradizione non è il culto delle ceneri, ma la custodia del fuoco.» (Gustav Mahler)

La sezione VIII si trova sulla scala tra i due piani.

Cronologia

Duemila anni su una parete

La cronologia del piano terra, in otto momenti.

57

San Paolo nell’Illirico

Prima del 57 d.C. san Paolo scrive di aver annunciato il Vangelo «fino all’Illirico» (Rm 15,19).

387

Scutari, sede metropolitana

Basso, il primo arcivescovo noto di Scutari, capitale della provincia romana di Prevalitana.

1479

Assedio e caduta

Dopo due assedi ottomani Scutari cade. La sede del vescovo lascia la città fino al 1742.

1555

Il Messale di Buzuku

Gjon Buzuku pubblica il Messale, il primo libro stampato in albanese.

1895

Patrona dell’Albania

Nella Cattedrale si riunisce il III Concilio Albanese, che proclama la Madonna di Scutari patrona di Scutari e dell’Albania.

1967

La religione vietata

Ogni espressione religiosa è vietata per legge. Nel 1973 a Scutari apre il Museo dell’Ateismo.

1990

La prima Messa

Il 4 novembre, nel cimitero di Rrmaj, si celebra la prima Messa pubblica dopo 23 anni.

2016

Trentotto beati

Il 5 novembre, nella Cattedrale di Santo Stefano, i 38 martiri del comunismo sono beatificati.

Da non perdere

Quattro cose che il Museo vi invita a non perdere

Scelte dal Museo nel suo percorso espositivo.

La Pietà sotto una croce bianca

La Pietà

Zoja e Dhimbshme

La statua che vi accoglie all’ingresso.

Un grande crocifisso di legno tra altre croci, con la statua di Sant’Antonio a sinistra e del Sacro Cuore a destra

La croce di legno

Kryqi prej druri

Insieme alle statue di Sant’Antonio e del Cuore di Gesù, testimonia la “resistenza” della fede agli attacchi della dittatura.

Una statua distesa in abito nero, in una teca di vetro

San Prospero

Shën Shprosperi

La statua di San Prospero, la cui storia è descritta in un’apposita didascalia.

Una sala del Museo con paramenti, icone e oggetti devozionali

I vasi sacri

Vazot e shenjta

Accompagnano il visitatore all’incontro con le testimonianze di uomini e donne “testimoni” della fede.

Dalle vetrine

Guardate da vicino

Ognuno con la sua storia, dalle etichette e dai testi del Museo.

Una vetrina con la riproduzione della mappa romana Tabula Theodosiana, sigilli e documenti

Tabula Theodosiana

Riproduzione di una mappa romana del IV secolo · sezione I

Pietre scolpite dei monasteri medievali su una parete scura

Gurë të gdhendur

Pietre scolpite · XII–XIII secolo · dai monasteri della diocesi

La figura lignea di Cristo della croce di Lezhë, con le braccia tagliate

Kryqi i Lezhës

La croce di Lezhë · XVIII–XIX secolo · il primo oggetto della collezione, 1994

Il volto ligneo dipinto della Madonna del Rosario in una teca

Zoja e Rruzares

Madonna del Rosario, frammento · XVI–XVII secolo · da Ganjolla, Juban

Il volto della statua lignea di San Rocco

Shën Rroku

San Rocco · XVI–XVII secolo · murato in una casa di Juban

La campana di San Rocco sotto l’apertura circolare del campanile

Kambana e Shën Rrokut

La campana di San Rocco · alla base del campanile della Cattedrale

Una lampada a olio con la sua etichetta

Llambë vaji

Lampada a olio · XIX secolo · dall’ex Museo Ateo di Scutari

Paramenti liturgici ricamati in teche di vetro

Petka liturgjike

Paramenti liturgici · sezione XI, Testimonianze

Pinacoteca “Lin Delija”

L’amore per la sua terra, il dolore dell’esilio e la speranza di un’Albania libera

Lin Delija nacque a Scutari nel 1926 e fuggì in Italia nel 1949. La Pinacoteca espone tempere del 1980–83 su due temi: la fede e la persecuzione in Albania.

La Pinacoteca Lin Delija
Mappa del territorio intorno a Scutari: il lago, il Drin e le Alpi albanesi, con il Museo Diocesano segnato a Scutari

“Museo Madre” e museo diffuso

Un museo a cielo aperto

Elemento fondante del Museo è lo stretto legame con il territorio diocesano, esso stesso museo a cielo aperto da scoprire. Al termine della visita offriamo elementi di altri luoghi del territorio, parimenti visitabili.

In quest’ottica di museo diffuso, il Museo Diocesano Shkodër-Pult si pone quale “Museo Madre” capace di dialogare con altre realtà ed innescare processi virtuosi: collaborazioni con le Istituzioni, con altri poli e realtà museali, con Istituti di ricerca ed Università, collegamento con itinerari turistici.

Chiuso · apre domani alle 09:00

Tutte le sedici sezioni, in circa trenta minuti.

Una sala luminosa del Museo con vetrine e soffitto in legno